camillagandolfo ha spedito questa cartolina da Sanremo scrivendo:
“Vivere è un po’ come giocare una partita, non c’è dubbio.
Ci sono delle regole a cui ciascuno di noi deve sottostare, regole che non abbiamo stabilito noi e che dobbiamo rispettare, se vogliamo andare avanti[…]
Vivere è così: è buttarsi nella mischia insieme ad altre persone diverse da te, è lottare per un obiettivo che credevi essere solo tuo e che invece si dimostra comune a tanti altri.
È allenarsi ogni giorno per migliorare. È fatica, sudore, ma anche soddisfazione e gratificazione. È una lunga e bellissima maratona che mette alla prova ciascuno di noi, portando alla luce limiti e pregi che non conoscevamo[…]

Vivere è scoprire che il momento in cui si scende in campo vale tanto quanto gli attimi passati nelle retrovie, che ogni punto messo a terra ha la stessa dignità ed importanza di quelli sbagliati.
È imparare a fidarsi, di sé e degli altri. È affidare la propria vittoria a estranei, confidare nelle risorse altrui tanto quanto nelle proprie.
Vivere e giocare sono azioni complicate e non sempre si riesce a capire il loro significato all’istante. Ci vogliono giorni, mesi, anni per comprendere cosa voglia dire “stare in campo”, cosa significhi “avere un sogno”.
La pallavolo mi ha insegnato che le paure vanno affrontate a testa alta, che ogni volta che si pensa “non sono capace” ci si deve rimboccare le maniche e dire “ci provo lo stesso”[…]
Ho imparato che per giocare (e per vivere) si deve essere fieri di ciò che si è, perchè se è vero che nessuno ci regala niente è anche vero che certe soddisfazioni possiamo e dobbiamo conquistarle da soli[…]”

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